Le 10 cose a cui fare attenzione quando si acquista un sito internet basato su WordPress

La scelta della web agency a cui affidare il proprio sito internet istituzionale, il proprio blog o addirittura il proprio progetto online su cui si è deciso di investire i risparmi di una vita può essere molto difficoltosa. Affidarsi ad una web agency a caso trovata su Google, anche se posizionata bene, non è sempre garanzia di qualità, così come non lo è fare cieco affidamento sul consiglio di qualche amico, collega o conoscente magari nemmeno tanto pratico nel settore.

Purtroppo, o per fortuna, il nostro lavoro ci consente di osservare, quotidianamente, siti sviluppati da altre web agency da ridisegnare, rimodernare, ampliare o completamente riprogrammare … e non raramente ci troviamo di fronte a lavori svolti con grossolana approssimazione e a problematiche facilmente risolvibili se i precedenti sviluppatori si fossero comportati professionalmente, correttamente, onestamente.

Ma vediamo quali sono le 10 cose a cui fare attenzione quando si acquista un sito internet:

1. Il preventivo deve essere chiaro

Il preventivo di un sito internet deve comprendere tutte le funzionalità e le caratteristiche che ci interessano, non dare nulla per scontato, la web agency generalmente fornisce al cliente un’anteprima grafica del sito che rispecchierà quello che sarà il prodotto finale. Se intendi che siano presenti delle animazioni, degli effetti grafici, fallo presente in questa fase. Se hai visto un sito internet che ti piace in particolare da cui prendere spunto e lo segnali alla web agency hai una prova in più se alla fine non ti svilupperà una particolare funzionalità che avevi visto sull’altro sito.

2. Il dominio è tuo…

Una delle cose più gravi che una web agency possa fare, a mio avviso, è tenersi la proprietà del nome a dominio e valutare economicamente un dominio di cui hai chiesto tu l’acquisto. Il dominio deve essere intestato a te e non alla web agency, altrimenti, quando interromperai i rapporti, loro potrebbero volertelo cedere dietro il pagamento di ingenti somme di danaro, che non rispecchiano il reale valore, che si aggira tra i 10,00 € e i 15,00 € (non dell’hosting, sia chiaro). Il titolare di un dominio è generalmente pubblico, puoi verificare se sei il reale proprietario di un dominio con lo strumento whois del sito Domain Tools, ma esistono anche altri siti equivalenti.

3. …anche l’hosting…

Se sei già in possesso di un hosting, questo è un problema che si pone solo in parte, ma spieghiamo brevemente ed in maniera semplificata la differenza tra dominio ed hosting: quando nella nostra barra degli indirizzi digitiamo un nome a dominio, esempio google.com, il DNS ti comunica su quale hosting si trova il tuo sito, questo è il dominio. L’hosting è invece il computer sul quale è fisicamente presente il tuo sito internet. Spesso, soprattutto nei servizi più economici, quando acquisti il dominio acquisti anche l’hosting, ma non è sempre così. Il proprietario del dominio può quindi in qualsiasi momento decidere ad esempio che il sito non si trova più sulla macchina con indirizzo IP 192.168.1.1 ma sulla macchina 192.168.1.2 e modificare completamente il contenuto del tuo sito internet, è quindi colui che ha il completo controllo di un sito. Se decidi di comprare l’hosting direttamente dalla web agency che ti sta vendendo il sito assicurati quindi che intestino a te il dominio ma che soprattutto ti diano tutti i dati di accesso necessari a gestire il tutto. In ordine di importanza questi dati sono: username e password del pannello di controllo del dominio; host, username e password dell’FTP; host, utente, nome database e password di MySQL; dati di accesso al backend di WordPress (se si tratta di un sito WordPress) con accesso da amministratore. Su WordPress l’accesso di amministratore ti consente di installare i plugin, per cui se nel menu back-end di WordPress hai il menu “Plugin” allora sei amministratore, altrimenti sei un semplice utente con permessi limitati.

4. …e tutti i servizi collegati al sito

Se decidi, come è normale che sia, di installare Google Analytics sul tuo nuovo sito web, configura l’account con il tuo account di Google e fornisci direttamente i permessi di visualizzazione e controllo alla web agency. Generalmente le web agency tendono a creare account Analytics e fornire al cliente i soli permessi di visualizzazione, per cui se per un motivo o l’altro decideste poi di interrompere i rapporti con loro rischierete di perdere tutte le statistiche memorizzate fino a quel momento. Il mio consiglio, se trovate opposizione da parte della web agency a farvi creare un account vostro, è quella di chiedere la configurazione di un secondo account a vostro esclusivo utilizzo, mentre loro potranno continuare a gestire quello principale. Se avrete accesso di amministratore a WordPress potrete configurarvi da soli un account Google Analytics secondario con uno dei tanti plugin disponibili gratuitamente. Lo stesso discorso vale anche per la Search Console di Google, per Google Tag manager ed ogni altro servizio collegato al sito che deciderete di far installare.

5. Attenzione ai temi in vendita

La quotazione economica del sito varia a seconda che la web agency vi stia vendendo un tema sviluppato direttamente da loro o un tema venduto su uno dei tanti market online come Envato Market. Se la web agency vi venderà un tema acquistato su uno di questi market avrà lavorato sicuramente meno di quanto lavorerebbe se lo avesse sviluppato da zero, e la quotazione dovrà essere di conseguenza inferiore. Chiedete quindi nel preventivo che sia specificato se sarà utilizzato un tema in vendita o se sarà creato da zero e, nel primo caso, chiedete che sia sviluppato con la creazione di un tema child. Il tema child vi permetterà, in futuro, di ricevere gli aggiornamenti del venditore del tema senza correre il rischio di perdere tutte le personalizzazioni apportate dalla web agency. Inoltre assicuratevi che tutte le varie personalizzazioni, dove possibile, siano apportate tramite l’installazione di plugin e non direttamente sul tema. In questo modo, se il layout dopo qualche tempo vi avrà stancato, potrete cambiare il tema senza perdere tutte le configurazioni, come l’installazione di Google Analytics ad esempio, o dei post type. Inoltre, soprattutto se la quotazione che vi è stata fatta per il sito è di rispetto e sarà utilizzato un tema acquistato sul market, chiedete che vi sia mostrato il tema su cui sarà sviluppato… se è troppo simile all’anteprima grafica che vi è stata preventivata probabilmente non vale tutti i soldi che vi hanno chiesto: attenzione!

6. SEO è di più

Se la web agency vi offrirà anche servizi SEO, fate in modo che siano chiari gli interventi che in tale ottica verranno effettuati. Per qualcuno la voce “ottimizzazione SEO” è semplice sinonimo di “aggiungere qualche altra cosa al preventivo per far lievitare il prezzo”. Non potremo però tenere alla larga gli imbroglioni se non sappiamo realmente in cosa consiste la SEO … proviamo a vedere brevemente cosa è la SEO. Quando si parla di SEO di base, generalmente si fa riferimento principalmente alla SEO on site, e cioè alla definizione di una serie di keyword, finalizzate al posizionamento su Google, sulle quali basare i contenuti del proprio sito. Le keyword dovranno essere presenti nel title HTML (quello della scheda del browser per essere chiari), nel permalink (l’indirizzo completo della pagina), oltre che nel nome file delle immagini e nel tag alt delle stesse. Per SEO di base si può intendere inoltre la configurazione di un file robots.txt, l’installazione di Google Analytics e della Search Console, la creazione della sitemap, ma anche l’ottimizzazione della dimensione delle immagini, perché sappiamo che Google, nell’indicizzazione di un sito Web, tiene conto anche della velocità di caricamento delle pagine.

7. Il corso serve davvero?

Se la web agency vi svilupperà un sito basato su WordPress è probabile che proverà a vendervi anche un corso per il suo utilizzo. WordPress non è complicato da usare, se volete risparmiare qualche soldino potrete studiare una delle tante guide che si trovano online … in fondo anche questo è il bello di WordPress, una enorme community e web pieno di informazioni a riguardo.

8. WordPress è un discorso a parte

Che un full stack developer senior sappia sviluppare un sito basato su WordPress è indubbio, ma lo svilupperà sfruttando tutte le caratteristiche che il CMS più usato al mondo mette a disposizione dell’utente? beh non sempre la risposta è scontata, studiare tutti i filter e le action di WordPress, conoscere le tassonomie ed i post type, se non lo hai già fatto studiare costerà tempo perché capirne il funzionamento senza averlo studiato in maniera specifica è probabilmente impossibile. Accertatevi che la web agency a cui affiderete il vostro sito WordPress abbia sviluppato plugin disponibili gratuitamente sulla directory plugin di WordPress.org, o anche in vendita, leggerne le recensioni di utenti di tutto il mondo può essere quella garanzia di affidabilità che state cercando.

9. Questioni di peso

Il peso definisce la velocità con la quale il vostro sito internet sarà caricato dagli utenti… certo anche la potenza dell’hosting fa la sua parte. Le statistche parlano chiaro, nella grande maggioranza dei casi se un utente visita un sito lento lo abbandona subito, non vorrete spendere e lavorare tanto per progettare un sito perfetto se poi gli utenti lo abbandoneranno perché troppo lento. Se troppo pesante ne risente inoltre anche il posizionamento sui motori di ricerca, così come già scritto in merito alle immagini. Importante è quindi che all’interno del vostro sito internet non siano caricate librerie inutili, come font non utilizzati o icone sotto forma di immagini (le icone dovrebbero essere realizzate sottoforma di font o di file svg), ma anche che i file CSS e quelli Javascript siano compressi.

10. Tecnologie utilizzate

Utilizzo di tabelle e immagini per definire gli sfondi o le icone appartengono al passato, oggi con CSS3 si fa quasi tutto. Assicuratevi che il vostro sito sia sviluppato seguendo le nuove tecnologie e che sia cross browser (sia uguale se caricato su Firefox, Chrome, Safari e Internet Explorer). Anche lo standard Schema.org è fondamentale al giorno d’oggi, spesso tale funzionalità è inclusa nei temi acquistati sui vari market, verifica che il tema sia compatibile con l’apposito strumento di Google. Se il vostro sito contiene ricette lo strumento deve rilevare che la pagina analizzata parla di una ricetta, se invece è un articolo deve rilevarlo come tale.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo svelato quali sono le 10 cose a cui fare attenzione quando si acquista un sito web, ma l’ultima parola la ha sempre il prezzo. Cioè se state pagando somme esigue non aspettatevi un lavoro completo e realizzato con professionalità, al contrario se state spendendo una discreta sommetta assicuratevi che tutte le regole precedentemente esposte siano state rispettate.

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